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	<title>Commenti a: Saviano e la cruna Dal Lago</title>
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		<title>Di: peter</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-28</link>
		<dc:creator>peter</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 23:05:57 +0000</pubDate>
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		<description>ma ti ha suggestionato? orticaria? acredine? acrimonia? acerrimia? dimmi dimmi ci tengo. peter</description>
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		<title>Di: peter</title>
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		<dc:creator>peter</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:16:31 +0000</pubDate>
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		<description>mi passi a commentare il video, vorrei capire come ti ha suggestionato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi passi a commentare il video, vorrei capire come ti ha suggestionato.</p>
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		<title>Di: peter</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-24</link>
		<dc:creator>peter</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 14:49:05 +0000</pubDate>
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		<description>Una acerrima e cinica e satiricamente devastante critica a &quot;CHI&quot; legge Gomorra. e &quot;come&quot; è letta.(non a Saviano in se)

 http://www.youtube.com/watch?v=gmPSjKKcEoc

Questo è il link di un corto sul libro di saviano.


ha bisogno di una certa inquadratura. Noi siamo molto cinici, verso quella parte della societa civile che ingurgita le sue icone, che confonde la partecipazione attiva alla passata dei codici a barre delle cassiere. Di chi fomenta simbolicamente la propria reale presenza con strumenti inadatti: La battuta di mano, la saliva stagnante che si rifocilla di Savianita. Saviano è necessario, e figure giornalistiche come le sue ce ne sono, anche se mino diffuse, Ora è nel consumo il vero orrore: Insomma buone vie d&#039;umana convivenza: ce ne sono: L&#039;affidarsi al singolo elemento come catalizzatore risolutivo vuol dire procreare di nuovo lo stesso sistema che alimenta l&#039;attuale. Il contratto sociale, la cessione del potere, la capitolazione delle individualità, lo stampo gragario tipico dell&#039;animale uomo dal pleistocene, e altro altro ancora: sono il seme delle storture d&#039;oggi. 

Ma allora, La soluzione qual&#039;è? Nel porre malamente la domanda si puo solo arrivare malamente e depistatai alla soluzione: Platone si poneva la questione del &quot;chi deve comandare?&quot;, Popper demolendolo si  chiede non chi debba comandare, bensi quale sia il  modo piu risolutivo di &quot;controllare il potere?&quot;


Di solito chi fa riforme dignitose è lasciato solo; vedi maxi processo dell&#039;86&#039; grazie ai metodi che per la prima volta furono usati da falcone, metodi scientifici nell&#039;esame della documentazione bancaria per l&#039;idividuazione dei circuiti di riciclaggio del denaro sporco. Infatti furono ammazzati i mentori di falcone : gaetano costa e rocco chinnici. mentre Martinazzoli ministro di giustizia apre la corsia preferenziale alla giustizia facendo arrivare le cose piu semplici dai computer ai sitemi integrati agli aereoplani ed elicotteri per proteggere il pool (falcone, borsellino, di lello, guarnotta)alla stoccata mortificatrice e distruttiva con il socialista (mhaa) Vassalli ministro di giustizia: non arriva piu niente. cosa nostra di fronte alle prese di posizione antimafiose sposta il suo asse dalla dc all&#039;appoggio del psi. belle merde residui conici urbani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una acerrima e cinica e satiricamente devastante critica a &#8220;CHI&#8221; legge Gomorra. e &#8220;come&#8221; è letta.(non a Saviano in se)</p>
<p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gmPSjKKcEoc" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=gmPSjKKcEoc</a></p>
<p>Questo è il link di un corto sul libro di saviano.</p>
<p>ha bisogno di una certa inquadratura. Noi siamo molto cinici, verso quella parte della societa civile che ingurgita le sue icone, che confonde la partecipazione attiva alla passata dei codici a barre delle cassiere. Di chi fomenta simbolicamente la propria reale presenza con strumenti inadatti: La battuta di mano, la saliva stagnante che si rifocilla di Savianita. Saviano è necessario, e figure giornalistiche come le sue ce ne sono, anche se mino diffuse, Ora è nel consumo il vero orrore: Insomma buone vie d&#8217;umana convivenza: ce ne sono: L&#8217;affidarsi al singolo elemento come catalizzatore risolutivo vuol dire procreare di nuovo lo stesso sistema che alimenta l&#8217;attuale. Il contratto sociale, la cessione del potere, la capitolazione delle individualità, lo stampo gragario tipico dell&#8217;animale uomo dal pleistocene, e altro altro ancora: sono il seme delle storture d&#8217;oggi. </p>
<p>Ma allora, La soluzione qual&#8217;è? Nel porre malamente la domanda si puo solo arrivare malamente e depistatai alla soluzione: Platone si poneva la questione del &#8220;chi deve comandare?&#8221;, Popper demolendolo si  chiede non chi debba comandare, bensi quale sia il  modo piu risolutivo di &#8220;controllare il potere?&#8221;</p>
<p>Di solito chi fa riforme dignitose è lasciato solo; vedi maxi processo dell&#8217;86&#8242; grazie ai metodi che per la prima volta furono usati da falcone, metodi scientifici nell&#8217;esame della documentazione bancaria per l&#8217;idividuazione dei circuiti di riciclaggio del denaro sporco. Infatti furono ammazzati i mentori di falcone : gaetano costa e rocco chinnici. mentre Martinazzoli ministro di giustizia apre la corsia preferenziale alla giustizia facendo arrivare le cose piu semplici dai computer ai sitemi integrati agli aereoplani ed elicotteri per proteggere il pool (falcone, borsellino, di lello, guarnotta)alla stoccata mortificatrice e distruttiva con il socialista (mhaa) Vassalli ministro di giustizia: non arriva piu niente. cosa nostra di fronte alle prese di posizione antimafiose sposta il suo asse dalla dc all&#8217;appoggio del psi. belle merde residui conici urbani.</p>
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		<title>Di: dimitrichimenti</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-23</link>
		<dc:creator>dimitrichimenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 13:11:34 +0000</pubDate>
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		<description>Carolina,
sono senza parole. Diciamo cose molto simili. La convergenza non pianificata dei discorsi (non solo i miei ed i tuoi) fa sospettare che stiamo afferrando qualcosa che c&#039;è e che ancora non è stata del tutto cartografata. Let&#039;s do it. And do it right.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carolina,<br />
sono senza parole. Diciamo cose molto simili. La convergenza non pianificata dei discorsi (non solo i miei ed i tuoi) fa sospettare che stiamo afferrando qualcosa che c&#8217;è e che ancora non è stata del tutto cartografata. Let&#8217;s do it. And do it right.</p>
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		<title>Di: Girolamo De Michele</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-19</link>
		<dc:creator>Girolamo De Michele</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 22:12:39 +0000</pubDate>
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		<description>Mi hai bruciato sul tempo, ero venuto qui a postare il link :-)
(&quot;Carmilla&quot; non è il mio blog, ma una web-zine collettiva).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai bruciato sul tempo, ero venuto qui a postare il link <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
(&#8220;Carmilla&#8221; non è il mio blog, ma una web-zine collettiva).</p>
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	</item>
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		<title>Di: cowgirlsrock</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-18</link>
		<dc:creator>cowgirlsrock</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:21:21 +0000</pubDate>
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		<description>volevo segnalare un altro blog che la pensa come me, di girolamo de michele:

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/11/002859.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo segnalare un altro blog che la pensa come me, di girolamo de michele:</p>
<p><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/11/002859.html" rel="nofollow">http://www.carmillaonline.com/archives/2008/11/002859.html</a></p>
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		<title>Di: bruna</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-9</link>
		<dc:creator>bruna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 21:17:13 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;aspetto più sconcertante rimane il silenzio agghiacciante di chi,nella terra di Saviano che è anche la mia,non urla di dolore,vedendo cosa è accaduto, gli scandali dei rifiuti tossici,i morti per cancro in crescente aumento.Chi continua a ripetere che Roberto ha detto cose risapute non si vergogna a riconoscere così indirettamente il proprio colpevole silenzio.In quale parte d&#039;Europa uno sconcio tale sarebbe rimasto sotterrato in questo modo?E&#039; giusto,dovremmo essere lì a cancellare quelle scritte, lì a partecipare a quel concerto dove è morta Miram Makeba, ma nessuno o pochi si muovono.Dovremmo essere fieri perchè in una terra martoriata da secoli di indifferena ci sia finalmente una voce libera e consapevole,che scuote le coscienze,ma la sua vita attuale, la sua tristezza e la sua solitudine sono uno schiaffo al nostro quieto vivere,simbolo di chi paga un prezzo esorbitante per la giustizia in questo paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto più sconcertante rimane il silenzio agghiacciante di chi,nella terra di Saviano che è anche la mia,non urla di dolore,vedendo cosa è accaduto, gli scandali dei rifiuti tossici,i morti per cancro in crescente aumento.Chi continua a ripetere che Roberto ha detto cose risapute non si vergogna a riconoscere così indirettamente il proprio colpevole silenzio.In quale parte d&#8217;Europa uno sconcio tale sarebbe rimasto sotterrato in questo modo?E&#8217; giusto,dovremmo essere lì a cancellare quelle scritte, lì a partecipare a quel concerto dove è morta Miram Makeba, ma nessuno o pochi si muovono.Dovremmo essere fieri perchè in una terra martoriata da secoli di indifferena ci sia finalmente una voce libera e consapevole,che scuote le coscienze,ma la sua vita attuale, la sua tristezza e la sua solitudine sono uno schiaffo al nostro quieto vivere,simbolo di chi paga un prezzo esorbitante per la giustizia in questo paese.</p>
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		<title>Di: viky</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-8</link>
		<dc:creator>viky</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 18:53:46 +0000</pubDate>
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		<description>va be Di Consoli è un rosicone, e non parla per motivi &quot;letterari&quot;ma personali contro Saviano ...e in ogni caso lui che fa per la sua regione? che posizione prende in qualità di intelletuale??? continua a scrivere romanzi che dipingono una Basilicata ferina, che somiglia di più alle langhe torinesi di PAVESE E PORTANDO AVANTI UN&#039;IMMAGINE stereotipata del Sud, così vince i premi...e non  mette bocca su quello che i suoi amichetti politicanti stanno facendo alla regione. E non parlasse di Pasolini che in bocca a lui è come Moro in bocca a Berlusconi! Purtroppo verso a Roberto Saviano soprattutto in ambiente letterario c&#039;è molta invidia, perchè ha fatto quello che l&#039;intellettuale dovrebbe fare opporsi, denunciare, spiegare, in una parola: raccontare il suo tempo. E non fare il fighetto ai festival cianciando di aria fritta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>va be Di Consoli è un rosicone, e non parla per motivi &#8220;letterari&#8221;ma personali contro Saviano &#8230;e in ogni caso lui che fa per la sua regione? che posizione prende in qualità di intelletuale??? continua a scrivere romanzi che dipingono una Basilicata ferina, che somiglia di più alle langhe torinesi di PAVESE E PORTANDO AVANTI UN&#8217;IMMAGINE stereotipata del Sud, così vince i premi&#8230;e non  mette bocca su quello che i suoi amichetti politicanti stanno facendo alla regione. E non parlasse di Pasolini che in bocca a lui è come Moro in bocca a Berlusconi! Purtroppo verso a Roberto Saviano soprattutto in ambiente letterario c&#8217;è molta invidia, perchè ha fatto quello che l&#8217;intellettuale dovrebbe fare opporsi, denunciare, spiegare, in una parola: raccontare il suo tempo. E non fare il fighetto ai festival cianciando di aria fritta!</p>
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		<title>Di: Stefania Creatura</title>
		<link>http://cowgirlsrock.wordpress.com/2008/11/25/saviano-e-la-cruna-dal-lago/#comment-6</link>
		<dc:creator>Stefania Creatura</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 16:30:03 +0000</pubDate>
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		<description>L’aveva detto. Roberto l’aveva detto. E in barba a tutti quelli che giorno  dopo giorno tentano di scalfire la sua immagine, resta indissolubilmente e maledettamente il fatto che anche su questo, Roberto aveva ragione. Eh sì. Difficile forse da ammettere per tutti coloro ai quali il boccone della notorietà di Roberto è andato giù a malapena, per chi è invischiato e impantanato nel Sistema che Saviano ha portato alla ribalta internazionale, per tutti quelli che si sforzano di smontare il suo ‘personaggio’.
Roberto l’aveva detto, e più volte: “Prima delle pallottole, arriverà la calunnia, la diffamazione, l’infamia gratuita”. Grande Rò. Anche su questo c’aveva azzeccato, e forse molti non erano al corrente di queste affermazioni più volte rilasciate da lui. E certo. E’ spiazzante e disarmante l’abilità quasi profetica con la quale Roberto riesce a comprendere, svelare, riflettere meccanismi sempre PRIMA che tutto il resto del mondo se ne accorga. Preveggenza? Saggezza? Solo vita dura. Solitudine. Che spalanca gli occhi. O più che spalancarli, ne dona uno in più. Il famoso ‘terzo occhio’ di cui Eduardo De Filippo tanto amava parlare. Per lasciare intendere abilità di comprensione dei fenomeni che ai più sfuggono. Ma non ai combattenti. Non agli ‘Agostino’ di moraviana memoria, che si affannano a ribellarsi al giàdatoperscontato. Non sfuggono a chi ha una marcia in più rispetto al resto del mondo. A chi talvolta, maldestramente, ha bruciato le tappe, accelerando i tempi della vita, e non riconoscendosi più dentro al flusso melmoso dell’esistenza.
Come si può ritenere che una posizione come quella di Roberto sia da ‘personaggio’ del jet-set (perché questo era il concetto)? Come può uno studioso della società, affermare che un fenomeno tentacolare e colossale come la Camorra fosse già ben noto prima di ‘Gomorra’? Certamente, come il caro dal Lago ha già scritto, prima di Roberto “esistevano già studi sociologici su Napoli e la Camorra”. Bene. Sbagliatissimo. O meglio. Giustissimo. Napoli e la Camorra. Non Italia settentrionale e Camorra. Non Polonia e Camorra. Non Cina e Camorra. Non Torri Gemelle e Camorra. Nemmeno Aberdeen e Camorra. E neppure Spagna e Camorra. Insomma. Mondo Intero e Camorra no. Questo non si sapeva. Questo, IO, non lo sapevo. E come me probabilmente tutti coloro che hanno letto il libro. E che da quel momento hanno inteso la grandezza di Roberto Saviano. Una grandezza geniale per un’età così precoce. Disarmante. Semplicemente disarmante. 
Vogliamo fare un’analisi prettamente letteraria di ‘Gomorra’? Ok. Ci sto. Perché parlare di Camorra, argomento già sentito e studiato (secondo dal Lago)? Beh. Sarebbe come chiedere a Dante perché ha parlato dei personaggi della sua epoca e li ha condannati nei gironi infernali, visto che ‘tanto tutti lo sapevano’.
Eppure Dante lo si studia ancora. Da 700 anni la ‘Commedia’ di Dante è nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche di tutti. E lo si ama. Ma tutti sapevano di chi Dante stesse parlando quando scriveva l’invettiva contro la sua odiamata Firenze. Chi stesse accusando. Ed era in esilio. E soprattutto, velava. Allegorizzava. Usava simboli dietro i quali celare i nomi e i cognomi dei potenti, dei malfattori, dei corrotti, dei malviventi, dei nemici. Roberto non allegorizza. Non ha mezze misure. E sebbene possa sembrare un paragone ardito quello di Saviano con Dante, beh, a me non pare. E non mi pare soprattutto per quei 700 anni di distanza che ci separano dal Medio Evo. Dovrebbe essere cambiato qualcosa. Eppure no. Non eccessivamente. L’esilio esiste ancora. Sotto forma di ‘scorta’. Ma esiste. E’ pur sempre un aut aut. E’ pur sempre mancanza di libertà. Ed è pur sempre vita di latitanza. Ma questa è storia antica. Vorrei invitare chi ne ha voglia a leggere il passo dei ‘Tristia’ di Ovidio relativi alla sua partenza per il Ponto. Esiliato anche lui. Allontanato dalla sua famiglia, da sua moglie, dalla sua città. Un passato che non passa. Mai. 
E poi c’è la censura. Non quella dell’Indice. Non quella dell’Inquisizione. Ma quella tentata. Nascosta. Velata. Giorno dopo giorno dopo giorno. Quella del ‘Saviano ci ha guadagnato’ e del ‘Saviano non ha scritto nulla di nuovo’. La fiera del luogo comune. La morte del pensiero. Tipico del ‘quaquaraquà’ di cui parlava Sciascia nell’indimenticabile opera ‘Il giorno della civetta’. Il tentativo di infangare. Di distruggere. Di smantellare e smontare ciò che Roberto ha scritto. Di diffamarlo e infangarlo continuamente, senza argomenti concreti su cui basarsi.
Perché ha scritto di Camorra? Mah. Domanda retorica e per lo più stupida. Sarebbe come chiedere a tutti i cantanti perché hanno scritto quella canzone. A quegli attori perché recitano quella parte. Agli scrittori perché scrivano di quell’argomento. E chiedo allora a dal Lago perché, come cita una nota biografica dalla quale prendo spunto, “è attualmente impegnato in ricerche sulla costituzione del nemico nella società contemporanea, sulle migrazioni internazionali, sugli stili di vita notturni e sul conflitto nelle metropoli”.
Sono cose che più o meno tutti sappiamo. E soprattutto, lo chiedo al sociologo, come mai pubblica un libro intitolato “Qualcuno da odiare. Lo straniero come nemico pubblico” se in realtà, al di là dello straniero, che mi pare un alibi spesso troppo comodo, avrebbe potuto affrontare tematiche scottanti, come per l’appunto la situazione di ‘prigionieri’ nella propria terra che, purtroppo, non è solo Saviano ad incarnare. Sono troppi ancora, quelli che non solo non ricevono il rispetto che meritano per il coraggio delle loro parole ma, come sempre accade in questi casi, vengono continuamente braccati, paradossalmente ‘quasi-condannati’ a questo limbo eterno. E’ lo stesso, insulso e vuoto processo alle intenzioni che leggo in questa intervista.
Ancora un appunto. O forse due. La sociologia è la scienza che studia le strutture sociali, le norme ed i processi che uniscono (e separano) le persone non solo come individui ma come componenti di associazioni, gruppi ed istituzioni.
Secondo una tipica definizione da manuale, “la sociologia è lo studio della vita sociale di uomini, gruppi e società. La sociologia si occupa del nostro comportamento come esseri sociali. Il campo di interesse della sociologia spazia dall&#039;analisi dei brevi contatti fra individui anonimi sulla strada allo studio di processi sociali globali”. Bla bla bla. Come si suol dire. Effetto boomerang. La materia di cui dal Lago è esperto, gli si rivolta contro. Cattiva. E apre un dubbio, malcelato in verità. Ma avrà letto ‘Gomorra’? O dal Lago è uno dei tanti studiosi che blaterano a vanvera senza sapere di cosa si stia parlando? Ci vogliamo basare su quello che abbiamo visto al cinema? Sulla versione cinematografica (ben fatta tra l’altro) di Garrone? No. Enorme sbaglio. Mai fidarsi di una rivisitazione su pellicola. Il libro è altra cosa. Le parole sono più potenti. Mai cadere in questo errore. Mai. Questo discorso è una matrioska. Ne apre tanti, uno dentro l’altro dentro l’altro. Mi spiego. Ho una convinzione. Spero sbagliata. Che nonostante i 2 milioni di copie, siano ancora tante le persone che non hanno preso contatto personalmente col libro di Roberto. E la cosa grave è che ne parlano, spudoratamente. Gli esempi sono innumerevoli. Quello tipico è quello che, così garbatamente, Roberto ha sempre definito ‘miope ingenuità’. E si tratta di tutte le volte in cui il povero scrittore si è trovato davanti persone leggermente impreparate, che puntualmente gli chiedevano: “Allora Roberto, come si può combattere la Camorra in Campania?”. IN CAMPANIA. 
Bene. Un’altra fiera del luogo comune. Il libro non l’hai letto. Miope ingenuità? Troppo buono, Rò. Per me è ignoranza lungimirante. Ipermetropia recidivamente errata e finta. E soprattutto, mancanza di conoscenza dei fatti. Non miopia. Cecità assoluta. 
E poi. Roberto è un personaggio costruito. Ok. Da cosa lo si capisce? Lo ha conosciuto, il caro dal Lago, che per deontologia dovrebbe evitare di giudicare le persone al solo vederle in tv?  Che dovrebbe evitare aprioristicamente ogni genere di commento fondato su pregiudizi ? Continuo a non capire. 
Il film di Garrone? Ma perché accanirsi così? Non sono forse stati tratti dei film dai best seller? Bisogna nuovamente fare ostentazione di titoli di libri storici che hanno avuto poi successo anche nelle sale? E Roberto che ne poteva sapere? Roberto non sapeva nulla di tutto questo. Tutto un vortice. Che l’ha ingoiato, inghiottito, senza chiedergli se gli piacesse, se gli tornasse comodo, se in effetti lo ferisse, o lo lasciasse indifferente. Eppure, Roberto, su questa ruota panoramica, avrebbe potuto non salirci proprio. Ci è salito. Ma nessuno può sapere se il giro che ha compiuto lo ha spaventato. Se ha sofferto di vertigini nel frattempo. Se avrebbe voluto fermare la giostra, mentre questa lo trasportava verso l’ignoto. Nessuno può sapere. Eppure, CORAGGIOSAMENTE, ha affrontato questo ignoto. Continua ad affrontarlo, con tutte le ovvie critiche al caso. Ma non giudizi. Critiche va bene. Ma giudizi definitivi mai. Perché nessuno può farlo. E non lo può fare un sociologo, che dovrebbe evitare di mangiare a colazione luoghi comuni su esperienze che non ha mai vissuto. 
Voglio chiudere con una citazione. Ancora una volta è il mio Eduardo a chiudere il discorso. Pacatamente e sottovoce.
“Zì Nicola non parla perché non vuol parlare. Dice che parlare è inutile. Che siccome l’umanità è sorda, lui può essere muto”…. 
 “LE VOCI DI DENTRO”

E io voglio che Roberto, continui a parlarci. A raccontare. Meglio o peggio di ‘Gomorra’ non mi interessa. Purchè continui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’aveva detto. Roberto l’aveva detto. E in barba a tutti quelli che giorno  dopo giorno tentano di scalfire la sua immagine, resta indissolubilmente e maledettamente il fatto che anche su questo, Roberto aveva ragione. Eh sì. Difficile forse da ammettere per tutti coloro ai quali il boccone della notorietà di Roberto è andato giù a malapena, per chi è invischiato e impantanato nel Sistema che Saviano ha portato alla ribalta internazionale, per tutti quelli che si sforzano di smontare il suo ‘personaggio’.<br />
Roberto l’aveva detto, e più volte: “Prima delle pallottole, arriverà la calunnia, la diffamazione, l’infamia gratuita”. Grande Rò. Anche su questo c’aveva azzeccato, e forse molti non erano al corrente di queste affermazioni più volte rilasciate da lui. E certo. E’ spiazzante e disarmante l’abilità quasi profetica con la quale Roberto riesce a comprendere, svelare, riflettere meccanismi sempre PRIMA che tutto il resto del mondo se ne accorga. Preveggenza? Saggezza? Solo vita dura. Solitudine. Che spalanca gli occhi. O più che spalancarli, ne dona uno in più. Il famoso ‘terzo occhio’ di cui Eduardo De Filippo tanto amava parlare. Per lasciare intendere abilità di comprensione dei fenomeni che ai più sfuggono. Ma non ai combattenti. Non agli ‘Agostino’ di moraviana memoria, che si affannano a ribellarsi al giàdatoperscontato. Non sfuggono a chi ha una marcia in più rispetto al resto del mondo. A chi talvolta, maldestramente, ha bruciato le tappe, accelerando i tempi della vita, e non riconoscendosi più dentro al flusso melmoso dell’esistenza.<br />
Come si può ritenere che una posizione come quella di Roberto sia da ‘personaggio’ del jet-set (perché questo era il concetto)? Come può uno studioso della società, affermare che un fenomeno tentacolare e colossale come la Camorra fosse già ben noto prima di ‘Gomorra’? Certamente, come il caro dal Lago ha già scritto, prima di Roberto “esistevano già studi sociologici su Napoli e la Camorra”. Bene. Sbagliatissimo. O meglio. Giustissimo. Napoli e la Camorra. Non Italia settentrionale e Camorra. Non Polonia e Camorra. Non Cina e Camorra. Non Torri Gemelle e Camorra. Nemmeno Aberdeen e Camorra. E neppure Spagna e Camorra. Insomma. Mondo Intero e Camorra no. Questo non si sapeva. Questo, IO, non lo sapevo. E come me probabilmente tutti coloro che hanno letto il libro. E che da quel momento hanno inteso la grandezza di Roberto Saviano. Una grandezza geniale per un’età così precoce. Disarmante. Semplicemente disarmante.<br />
Vogliamo fare un’analisi prettamente letteraria di ‘Gomorra’? Ok. Ci sto. Perché parlare di Camorra, argomento già sentito e studiato (secondo dal Lago)? Beh. Sarebbe come chiedere a Dante perché ha parlato dei personaggi della sua epoca e li ha condannati nei gironi infernali, visto che ‘tanto tutti lo sapevano’.<br />
Eppure Dante lo si studia ancora. Da 700 anni la ‘Commedia’ di Dante è nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche di tutti. E lo si ama. Ma tutti sapevano di chi Dante stesse parlando quando scriveva l’invettiva contro la sua odiamata Firenze. Chi stesse accusando. Ed era in esilio. E soprattutto, velava. Allegorizzava. Usava simboli dietro i quali celare i nomi e i cognomi dei potenti, dei malfattori, dei corrotti, dei malviventi, dei nemici. Roberto non allegorizza. Non ha mezze misure. E sebbene possa sembrare un paragone ardito quello di Saviano con Dante, beh, a me non pare. E non mi pare soprattutto per quei 700 anni di distanza che ci separano dal Medio Evo. Dovrebbe essere cambiato qualcosa. Eppure no. Non eccessivamente. L’esilio esiste ancora. Sotto forma di ‘scorta’. Ma esiste. E’ pur sempre un aut aut. E’ pur sempre mancanza di libertà. Ed è pur sempre vita di latitanza. Ma questa è storia antica. Vorrei invitare chi ne ha voglia a leggere il passo dei ‘Tristia’ di Ovidio relativi alla sua partenza per il Ponto. Esiliato anche lui. Allontanato dalla sua famiglia, da sua moglie, dalla sua città. Un passato che non passa. Mai.<br />
E poi c’è la censura. Non quella dell’Indice. Non quella dell’Inquisizione. Ma quella tentata. Nascosta. Velata. Giorno dopo giorno dopo giorno. Quella del ‘Saviano ci ha guadagnato’ e del ‘Saviano non ha scritto nulla di nuovo’. La fiera del luogo comune. La morte del pensiero. Tipico del ‘quaquaraquà’ di cui parlava Sciascia nell’indimenticabile opera ‘Il giorno della civetta’. Il tentativo di infangare. Di distruggere. Di smantellare e smontare ciò che Roberto ha scritto. Di diffamarlo e infangarlo continuamente, senza argomenti concreti su cui basarsi.<br />
Perché ha scritto di Camorra? Mah. Domanda retorica e per lo più stupida. Sarebbe come chiedere a tutti i cantanti perché hanno scritto quella canzone. A quegli attori perché recitano quella parte. Agli scrittori perché scrivano di quell’argomento. E chiedo allora a dal Lago perché, come cita una nota biografica dalla quale prendo spunto, “è attualmente impegnato in ricerche sulla costituzione del nemico nella società contemporanea, sulle migrazioni internazionali, sugli stili di vita notturni e sul conflitto nelle metropoli”.<br />
Sono cose che più o meno tutti sappiamo. E soprattutto, lo chiedo al sociologo, come mai pubblica un libro intitolato “Qualcuno da odiare. Lo straniero come nemico pubblico” se in realtà, al di là dello straniero, che mi pare un alibi spesso troppo comodo, avrebbe potuto affrontare tematiche scottanti, come per l’appunto la situazione di ‘prigionieri’ nella propria terra che, purtroppo, non è solo Saviano ad incarnare. Sono troppi ancora, quelli che non solo non ricevono il rispetto che meritano per il coraggio delle loro parole ma, come sempre accade in questi casi, vengono continuamente braccati, paradossalmente ‘quasi-condannati’ a questo limbo eterno. E’ lo stesso, insulso e vuoto processo alle intenzioni che leggo in questa intervista.<br />
Ancora un appunto. O forse due. La sociologia è la scienza che studia le strutture sociali, le norme ed i processi che uniscono (e separano) le persone non solo come individui ma come componenti di associazioni, gruppi ed istituzioni.<br />
Secondo una tipica definizione da manuale, “la sociologia è lo studio della vita sociale di uomini, gruppi e società. La sociologia si occupa del nostro comportamento come esseri sociali. Il campo di interesse della sociologia spazia dall&#8217;analisi dei brevi contatti fra individui anonimi sulla strada allo studio di processi sociali globali”. Bla bla bla. Come si suol dire. Effetto boomerang. La materia di cui dal Lago è esperto, gli si rivolta contro. Cattiva. E apre un dubbio, malcelato in verità. Ma avrà letto ‘Gomorra’? O dal Lago è uno dei tanti studiosi che blaterano a vanvera senza sapere di cosa si stia parlando? Ci vogliamo basare su quello che abbiamo visto al cinema? Sulla versione cinematografica (ben fatta tra l’altro) di Garrone? No. Enorme sbaglio. Mai fidarsi di una rivisitazione su pellicola. Il libro è altra cosa. Le parole sono più potenti. Mai cadere in questo errore. Mai. Questo discorso è una matrioska. Ne apre tanti, uno dentro l’altro dentro l’altro. Mi spiego. Ho una convinzione. Spero sbagliata. Che nonostante i 2 milioni di copie, siano ancora tante le persone che non hanno preso contatto personalmente col libro di Roberto. E la cosa grave è che ne parlano, spudoratamente. Gli esempi sono innumerevoli. Quello tipico è quello che, così garbatamente, Roberto ha sempre definito ‘miope ingenuità’. E si tratta di tutte le volte in cui il povero scrittore si è trovato davanti persone leggermente impreparate, che puntualmente gli chiedevano: “Allora Roberto, come si può combattere la Camorra in Campania?”. IN CAMPANIA.<br />
Bene. Un’altra fiera del luogo comune. Il libro non l’hai letto. Miope ingenuità? Troppo buono, Rò. Per me è ignoranza lungimirante. Ipermetropia recidivamente errata e finta. E soprattutto, mancanza di conoscenza dei fatti. Non miopia. Cecità assoluta.<br />
E poi. Roberto è un personaggio costruito. Ok. Da cosa lo si capisce? Lo ha conosciuto, il caro dal Lago, che per deontologia dovrebbe evitare di giudicare le persone al solo vederle in tv?  Che dovrebbe evitare aprioristicamente ogni genere di commento fondato su pregiudizi ? Continuo a non capire.<br />
Il film di Garrone? Ma perché accanirsi così? Non sono forse stati tratti dei film dai best seller? Bisogna nuovamente fare ostentazione di titoli di libri storici che hanno avuto poi successo anche nelle sale? E Roberto che ne poteva sapere? Roberto non sapeva nulla di tutto questo. Tutto un vortice. Che l’ha ingoiato, inghiottito, senza chiedergli se gli piacesse, se gli tornasse comodo, se in effetti lo ferisse, o lo lasciasse indifferente. Eppure, Roberto, su questa ruota panoramica, avrebbe potuto non salirci proprio. Ci è salito. Ma nessuno può sapere se il giro che ha compiuto lo ha spaventato. Se ha sofferto di vertigini nel frattempo. Se avrebbe voluto fermare la giostra, mentre questa lo trasportava verso l’ignoto. Nessuno può sapere. Eppure, CORAGGIOSAMENTE, ha affrontato questo ignoto. Continua ad affrontarlo, con tutte le ovvie critiche al caso. Ma non giudizi. Critiche va bene. Ma giudizi definitivi mai. Perché nessuno può farlo. E non lo può fare un sociologo, che dovrebbe evitare di mangiare a colazione luoghi comuni su esperienze che non ha mai vissuto.<br />
Voglio chiudere con una citazione. Ancora una volta è il mio Eduardo a chiudere il discorso. Pacatamente e sottovoce.<br />
“Zì Nicola non parla perché non vuol parlare. Dice che parlare è inutile. Che siccome l’umanità è sorda, lui può essere muto”….<br />
 “LE VOCI DI DENTRO”</p>
<p>E io voglio che Roberto, continui a parlarci. A raccontare. Meglio o peggio di ‘Gomorra’ non mi interessa. Purchè continui.</p>
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